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SI SCRIVE JOBS ACT MA SI LEGGE PRECARIETA’ – Presto il Referendum

Riparte la storica battaglia – contro ogni forma di precarietà nel lavoro e quindi nella vita – che da sempre vede il nostro Sindacato impegnato ed in prima linea. 

Ci eravamo lasciati dopo avere consegnato alla Commissione Lavoro della Camera ottomila firme raccolte tra i colleghi, tra gli studenti e la cittadinanza contro la legge 30, per poi manifestare davanti al Parlamento contro l’approvazione del Jobs Act. Era l’anno 2005. In seguito abbiamo marciato alla testa di numerosi cortei di lotta alla precarietà lungo le strade di Roma, di Milano, di Palermo, di Firenze e ovunque ci sia stata l’occasione di criticare e contestare l’introduzione di leggi che hanno reso meno dignitosa, meno libera e più difficile la vita di chi deve lavorare per vivere.

Ora si ripresenta, in primavera, l’opportunità di dare una spallata alla precarietà della vita di tanti giovani e di tanti meno giovani anche attraverso lo strumento democratico del REFERENDUM.

Ci sarà la possibilità di smantellare alcuni pezzi del Jobs Act (riforma del mercato del lavoro targata governo Renzi) tra i quali spicca il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori chiedendo l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti che oggi consente alle imprese di non reintegrare i lavoratori assunti dopo il 2015 in caso di licenziamento illegittimo.

Si potrà intervenire anche per quanto riguarda il licenziamento nelle piccole imprese puntando ad eliminare il tetto massimo di sei mensilità previsto per l’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato così come si interverrà per modificare la disciplina attuale riguardante anche i Contratti a Termine.

Infine, ma non certamente ultima per importanza, ci sarà la possibilità di intervenire, finalmente, sulla RESPONSABILITÀ NEGLI INFORTUNI SUL LAVORO attraverso l’estensione della stessa responsabilità anche all’impresa appaltante in caso di incidenti. È sempre più necessario intervenire contro la piaga delle morti riguardanti chi lavora.

La nostra Costituzione ci ricorda che siamo una Repubblica fondata sul lavoro e quindi siamo di fronte ad una grande opportunità per cominciare a fare tornare quella dignità del lavoro che troppi interventi legislativi hanno reso impraticabile.

La nostra battaglia, tesa a rimettere al centro la persona ed a denunciare lo sfacelo che la politica neoliberista rovescia su donne e uomini, non è mai cessata.

Per arrivare ad una giusta vittoria, però, sarà necessario l’impegno di ognuno di noi. Pertanto, nel percorso che ci condurrà al voto referendario, continueremo a dare il nostro contributo attraverso tutte quelle iniziative che riterremo utili per la buona riuscita dello stesso.

Firenze, 30 gennaio 2025        

SEGRETERIA REGIONALE TOSCANA

Leggi e salva il volantino

Due foto dai nostri archivi storici:

Contro la Legge Biagi (Roma 2005)

Contro il Jobs Act di Renzi (Roma 2014)